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I nostri atleti e le loro storie : Aramu Alessandro

Dopo il grande seguito avuto con la nostra prima intervista ad una delle atlete di punta del Kumiai, eccoci oggi a parlarvi di un altro ragazzo ed atleta, che, per i risultati fin qui raggiunti, rappresenta senza ombra di dubbio una delle eccellenze della società druentina e particolare non di poco conto ne è entrato a far parte fin da quando era ‘’in fasce’’.

Stiamo parlando di Alessandro Aramu nato a Torino il 7 maggio 1999, cintura nera II Dan.

 

Ciao Alessandro, perché hai scelto di fare judo ed a quale età hai iniziato?

  • Alessandro sorride,

“In realtà, ci spiega, non sono stato proprio io a scegliere il judo dato che avevo solo tre anni quando ho iniziato. Da piccolo ero un bambino molto vivace ed agitato ed è stata un’amica di famiglia a consigliare a mia mamma di provare a farmi fare questo sport, che è innanzitutto disciplina, che mi avrebbe permesso di ‘’scaricare’’ tutta la vivacità che avevo in corpo. Beh, Devo dire che, alla luce del percorso fatto, l’amica di mia mamma aveva ragione”.

Quindi possiamo dire che hai iniziato che avevi da poco tolto il pannolino… Quali sono stati i tuoi risultati migliori?

“Sono arrivato quinto ai Campionati Europei Cadetti di Vantaa – Finlandia – , primo nella European Cup Cadet di Zagabria e Follonica conquistato il titolo di Campione Italiano Under 15. Inoltre ho conquistato diverse medaglie di diverso metallo nelle gare europee come ad esempio l’ultima, quella di bronzo, conquistata a La Coruna – Spagna – lo scorso 19 maggio”

Ricordi la tua prima gara e la tua prima volta su un tatami internazionale?

“Alla mia prima gara, credo avessi non più di quattro anni, avevo tantissima paura c’era tanta gente e non volevo proprio salirci sul tatami, poi mia mamma, mio papà ed i miei allenatori mi hanno incoraggiato dicendo che non era nulla di così terribile, mi hanno tranquillizzato. Ho preso coraggio sono salito sul tatami ed ho vinto. Si può dire che da li è nata la passione vera e propria. Per quanto riguarda invece la mia prima gara internazionale questa è stata a Zagabria. Ero molto in ansia anche per via del mio peso che non era uguale a quello degli altri atleti, perché ero più leggero di loro dunque ‘’regalavo’’ – si dice proprio così – un paio chili ai miei avversari che significa fare quasi una gara ad handicap. Max Pasca e Mario Del Chierico, i miei coach che in tutti questi anni non hanno mai smesso di credere in me, mi hanno rassicurato dicendomi che io il judo lo sapevo fare dunque dovevo solo salire sul tatami ed affrontare gli avversari senza remore bensì cercando di imporre il mio judo a loro. Alla fine mi classificai al settimo posto. Avevo 14 anni..”

Quante ore ti alleni a settimana e…si può avere una vita privata al pari dei tuoi coetanei ed essere allo stesso tempo un atleta di alto livello?

 

“Personalmente mi alleno circa tredici ore a settimana ma dipende un po’ anche dai periodi. Una vita privata proprio uguale agli altri miei coetanei è impossibile, perché se decidi di scegliere questa vita non puoi uscire tutte le sere e tirar tardi perché al mattino dopo devi allenarti, o magari hai la gara. Certo è un sacrifico ma ti assicuro che ne vale la pena perché quando sei in cima al podio, sul gradino più alto, e davanti ai tuoi occhi ti scorrono le immagini dei sacrifici che hai fatto fino a quel momento, alle serate con gli amici a cui hai rinunciato beh, ti rendi conto che ne sono valse la pena che le rinunce fatte hanno avuto un senso.”

 

Ci sono stati dei momenti bui in questi anni, momenti in cui hai pensato di mollare?

  • Alessandro annuisce poi è come se un lampo gli accendesse lo sguardo

” Sì ce ne sono stati, anche diversi. Ne ricordo uno in particolare quando avevo circa sedici anni e mi allenavo diverse ore al giorno, seguivo uno strettissimo regime alimentare per cercare di stare nel peso che mi veniva richiesto. Facevo tutto ciò che era in mio potere ma nonostante questo il mio rendimento non migliorava ed inoltre mi sentivo sempre stanco e spossato. Ad un certo punto mi sono confrontato con il mio coach di riferimento, Max Pasca, che mi ha consigliato di cambiare nutrizionista ed ha impostato per me un percorso ‘’ad hoc’’ . Pian piano la stanchezza è scomparsa ho ritrovato brillantezza voglia di allenarmi di tornare a faticare. I risultati hanno ricominciati ad arrivare così come i podi e tutto è ritornato nella consueta normalità. Per questo motivo non smetterò mai di ringraziarlo..”

 

Che cosa ha il Kumiai che non trovi altrove?

  • Sul volto di Alessandro compare un sorriso

” Io al Kumiai ci sono cresciuto. Fin da quando avevo solo tre anni quella è sempre stata la mia seconda casa. Ad oggi per me la struttura di Via Bottione 6 a Druento è il luogo in cui vado ad allenarmi, ma rappresenta anche il mio rifugio, il posto in cui trovo i miei migliori amici, con cui farmi due chiacchiere e tra questi ci sono sicuramente gli stessi allenatori. Max Pasca ad esempio si può dire che mi abbia cresciuto nel senso vero e proprio del termine, e tuttora è con me ovunque io vada, sempre al mio fianco, nell’ambito del judo disponibile a darmi qualche suggerimento su situazioni che mi trovo ad affrontare. E’ la mia guida… ”

Quale è stato il momento più bello da quando sei al Kumiai?

  • Qui Alessandro ha un attimo di commozione poi la voce torna a farsi seria e si racconta

“Il momento più bello è stato senza ombra di dubbio la prima volta che sono salito sul primo gradino del podio ad una European Cup. Mentre la bandiera italiana saliva lentamente sul pennone, all’interno del palazzetto, l’inno d’Italia suonava solo per me ed io in quel momento stavo rappresentando il mio Paese. Il cuore pulsava fortissimo gli occhi erano velati da un leggero strato di lacrime e un’emozione indescrivibile aveva preso il sopravvento nel momento della cerimonia di premiazione. Vedere i tuoi compagni di squadra i tecnici che ti applaudono e scandiscono il tuo nome ti regala un’emozione forte ed indescrivibile allo stesso tempo. In quel momento mi sono detto che “sì” ne vale decisamente la pena affrontare tanti sacrifici per vivere momenti impagabili come questi….”

Quali sono le tue prospettive per il futuro, cosa vuoi fare da grande?”

  • Lo sguardo di Alessandro si illumina di un velato sorriso carico di speranza…

“Il judo è la mia vita. E’ cosi da sempre e vorrei fosse così per sempre. A breve dovrò sostenere l’esame di maturità per il diploma di perito dopodiché mi getterò a capofitto negli allenamenti, seguito dai miei allenatori, per preparare al meglio la prossima gara di European Cup che sarà a fine luglio a Berlino. Il mio desiderio nel cassetto è fare del judo il mio lavoro, far parte per sempre del mondo del judo riuscendo ad entrare in un Gruppo Sportivo che mi permetterebbe di fare judo a livello professionistico…. ”

 

Con queste parole Alessandro ci saluta per correre ad allenarsi. Il tempo della ricreazione è scaduto. Tatami, kimono e sudore aspettano. Noi, da parte nostra, gli facciamo un grande in bocca al lupo per l’imminente esame di maturità ma anche per quando, tra circa un mese, tornerà a calcare i tatami internazionali alla ricerca dei ‘’gradini giusti’’ per salire sul podio.

Qui dal Kumiai è tutto. Vi aspettiamo la settimana prossima dove sarà nuovamente il turno di incontrare una campionessa.

Volete sapere chi sarà? Diamo qualche indizio. Gareggia nelle categorie cosiddette leggere, ed è cintura nera.

Continuate a seguirci numerosi mi raccomando……..

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